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RM 54-55 Oplita Greco "Siceliota" - V sec. a.C. (con elmo tracio)
Storia
La storia dei Greci di Sicilia, che le fonti chiamano "Sikeliotes", inizia verso la seconda metà dell'VIII sec. a. C., con la fondazione delle prime colonie (6 come riferisce lo storico Tucidide: Naxos, Siracusa, Zankle, Leontinoi, Katane, Megara Iblea). Dal 735 a.C., fondazione di Naxos, al 212 a.C., anno della conquista Romana della Sicilia, dopo l'assedio di Siracusa, le Poleis siciliane furono tra i centri più illustri della cultura greca nel Mediterraneo, protagoniste di guerre vittoriose contro cartaginesi o greci della madrepatria (famosa la sconfitta degli Ateniesi ad opera dei Siracusani nel 413 a.C.), ideatrici di strategie di ampio raggio come quando, anticipando Roma, il tiranno Agatocle di Siracusa, nel 310 a.C., sbarcò in Africa con un esercito di 14.000 uomini per muovere guerra a Cartagine. Nel 688 coloni di Rodi e Creta fondarono Gelas, che a sua volta fondò, nel 580 a.C. Akragas, l'attuale città di Agrigento che il poeta Pindaro definì "la più bella città dei mortali". Il modello è stato tratto da una pittura vascolare di un grande cratere attico a figure rosse, attribuito al pittore dei Niobidi (470-460 a.C.), che rappresenta una amazzonomachia con al centro la lotta tra Achille e Pentesilea, regina delle amazzoni. Il vaso è conservato presso il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, in Sicilia. Il personaggio di Achille indossa un elmo tracio con cresta, una corazza bivalve muscolare, gambali e scudo (oplon) in bronzo. Interessante è la presenza di pteruges, (frange inguinali in cuoio o lino pressato) che lasciano intuire una protezione intermedia tra la corazza e la tunica.
Scultore: M. Bruno.
Ricerca storica e riduzione grafica a cura di: G. Marseglia.
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