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The Jacobite - 1746
[RM-75-019]
47.00EUR

The Jacobite

Da un autoritratto di Robert Griffino

Con lo sbarco del Principe Charles Edward Stuart ad Arisaig il 25 luglio del 1745 ebbe inizio la rivolta del “Quarantacinque” che tendeva a riportare Giacomo VIII Stuart sul trono d’Inghilterra.
Il Principe Charles iniziò la sua campagna con un esercito composto da 1.200 uomini.
Il 21 settembre gli scozzesi sconfissero le truppe inglesi a Prestonpans con una carica di cinque minuti che costò ai vinti 500 morti e circa 1.000 prigionieri, l’esercito giacobita ebbe strada libera fino a pochi chilometri da Londra, ma per non finire accerchiato dagli inglesi che si erano riorganizzati, il Principe decise di rientrare in Scozia. Il 17 gennaio gli scozzesi inflissero un’altra cocente sconfitta all’esercito inglese a Falkirk, sotto una pioggia torrenziale che rendeva difficile l’uso dei moschetti. Gli Highlanders (a piedi) caricarono la cavalleria nemica mettendola in fuga, a seguito anche la fanteria inglese fu costretta alla ritirata lasciando sul campo alcuni cannoni, 350 fra morti e feriti e 300 prigionieri. A questo punto il comando dell’esercito inglese passò al Duca di Cumberland (figlio di Giorgio II), il quale, riorganizzate le truppe il 16 aprile 1746 presso la piana di Culloden sconfisse definitivamente gli scozzesi con l’uso di una potente artiglieria, ebbe così fine ogni pretesa di restaurazione degli Stuart al trono d’Inghilterra. Dal nucleo iniziale di 1.200 uomini, l’esercito giacobita raggiunse una forza massima di 8.000 uomini, agli ordini dei loro leaders, centinaia di membri dei Clan Cameron, MacPherson, Stewart of Appin, Keppoch, Glengarry, Atholl, MacDonald, Gordon e tanti altri si unirono ai ribelli, mentre i clan Campbell, Grant, Munro e Sutherland si schierarono con gli Hannoveriani o rimasero neutrali.
La scarsa specializzazione e il carente addestramento erano evidenti, la disciplina, che a differenza dell’esercito inglese non veniva imposta con la frusta, non era certo ferrea, la leatà degli uomini dipendeva dai capi, durante l’ invasione dell’Inghilterra si riscontrarono pochi casi di diserzione, ma durante la campagna in Scozia i disertori aumentarono, quegli arrestati non venivano fucilati ma convinti a tornare a combattere.
I Giacobiti disponevano di un’ampia varietà di armi, spada e scudo, il pugnale (Dirk), pistole e moschetti di provenienza francese e spagnola, ma le armi da fuoco e le munizioni erano molto scarse, tanto che gli uomini che varcarono il confine inglese avevano a disposizione solo 12 colpi e la raccomandazione di non sprecarli.
L’abbigliamento degli Highlanders era di tipo civile, berretto, camicia, giacca ed il tradizionale plaid in tessuto di tartan.
Tranne il berretto di lana blu con la coccarda bianca degli Stuart,la camicia in lana bianca o grezza, tutto il resto può essere dipinto quasi a piacere; cintura, sporran, scarpe, tracolla, foderi di spada e pugnale e scudo sono di pelle naturale o tinta con colori naturali, le fibbie in metallo spesso argentato, così l’impugnatura della spada e le borchie dello scudo, i calzettoni possono essere in tinta unita, a quadri o in tartan, per il plaid consiglio di consultare uno dei tanti libri specifici sull’argomento dato che mi risulta impossibile descrivere a parole un tessuto così complicato, è bene cercare di semplificare il disegno scelto considerando che i tartan riprodotti sono tutti posteriori alla fine del XVIII secolo; consiglio anche di evitare il tartan governativo (Black Watch) e tutti i tartan reggimentali che da questo sono derivati.

Scultore: Maurizio Bruno
Pittore: Danilo Cartacci

Questo prodotto è stato aggiunto al nostro catalogo il sabato 03 dicembre, 2011.
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