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Quando Carlo VII di Borbone venne riconosciuto re di Napoli nel 1738, si dedic̣, con una forte spinta riformatrice, alla modernizzazione dello stato e delle forze armate, agevolando e privilegiando l’inserimento degli Italiani nella pubblica amministrazione. Nel 1743 nascevano i Reggimenti Provinciali, milizie solo periodicamente in servizio, che, nelle intenzioni, dovevano essere delle vere e proprie scuole di disciplina e di attaccamento allo Stato, questi nuovi reparti erano: il reggimento Terra di Lavoro, Capitanata, Principato Ultra, Principato Citra, Molise, Abruzzo Ultra, Abruzzo Citra, Basilicata, Terra di Otranto, Bari, Calabria Ultra, Calabria Citra, Val di Mazara, Val di Noto, Val Demone. Il “Val di Noto” fu costituito nel 1754, il 5 di giugno, dal Colonnello il Principe di Pietraperzia, era composto da un battaglione con tredici compagnie di 43 uomini, per un totale di 559 militari. Per le uniformi le truppe erano generalmente dotate, secondo il modello spagnolo ed europeo in genere, di una giamberga, un giamberghino, calzoni chiusi al ginocchio, cravatta, camicia, alte ghette o calze e tricorno di feltro nero con coccarda scarlatta, colore caratteristico della casa Borbone, equipaggiamento di cuoio color naturale. Il nostro fuciliere, del “Val di Noto”, veste una giamberga blu con risvolti e paramani bianchi, giamberghino bianco, calzoni blu, alte ghette bianche, tricorno con coccarda scarlatta e nastro giallo. Data la caratteristica uniformologica del figurino, lo stesso, con poche varianti, pụ essere dipinto con i colori distintivi di molti regimenti napoletani e stranieri, per cui si rimanda ai testi di riferimento.
Bibliografia: “Divisas y Antiguedades – L’esercito napoletano di Carlo VII” – Rivista Militare Europea 1988
Ricerche storiche di Giuseppe Marseglia, scultura di Maurizio Bruno
Pittura: Daniele Petrucci
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